Regolamento UE 333/2011 (End of Waste)

Regolamento UE 333/2011 (End of Waste) | ICDQ

Nel settore del riciclo dei metalli, sapere esattamente quando un rottame smette di essere “rifiuto” e diventa materia prima secondaria è una questione tanto tecnica quanto strategica per il business. Il Regolamento UE 333/2011, noto come End of Waste (EoW), risponde proprio a questa esigenza, fissando criteri chiari e uniformi a livello europeo.

Che cos’è il Regolamento UE 333/2011

Il Regolamento UE 333/2011 stabilisce i criteri in base ai quali alcuni tipi di rottami metallici — ferro, acciaio e alluminio, incluse le leghe di alluminio — cessano di essere considerati rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE, per essere riclassificati come Materia Prima Secondaria (MPS). In vigore in tutta l’Unione Europea dal 9 ottobre 2011, il Regolamento nasce per armonizzare pratiche di riciclo fino ad allora disomogenee tra gli Stati membri, favorendo al contempo un mercato del riciclo più efficiente e trasparente.

Il testo prevede inoltre che il produttore di rottami metallici che hanno cessato di essere considerati rifiuti debba applicare e implementare un Sistema di Gestione per la Qualità (SGQ) conforme ai requisiti stabiliti all’art. 6 del Regolamento — un obbligo cogente, non facoltativo. La certificazione ai sensi dell’art. 6 è applicabile a tutti i produttori di rottami metallici, ovvero al detentore che cede ad un altro detentore rottami metallici che per la prima volta hanno cessato di essere considerati rifiuti.

Cosa richiede in pratica il Regolamento

Oltre all’implementazione del SGQ, il Regolamento richiede il rispetto di specifici criteri di qualità dei rottami in ingresso e in uscita (artt. 3-4), tra cui il controllo visivo di ogni partita, l’assenza di rifiuti pericolosi e il monitoraggio della radioattività. Per ogni partita conforme, il produttore o l’importatore deve inoltre compilare una dichiarazione di conformità secondo il modello previsto dall’Allegato III del Regolamento, che accompagna il materiale lungo la filiera.

A chi si rivolge

Il Regolamento si rivolge ai produttori e importatori di rottami metallici, poiché la certificazione consente loro di ottemperare a quanto prescritto dal Regolamento UE n. 333/2011 e di gestire correttamente il passaggio del materiale dallo status di rifiuto a quello di materia prima secondaria.

I vantaggi della certificazione con ICDQ

Ottenere la certificazione secondo l’art. 6 del Regolamento UE 333/2011 con ICDQ, organismo di certificazione accreditato Accredia, significa:

  • attestare, nei confronti di clienti, istituzioni e consumatori, che l’organizzazione opera in piena conformità ai requisiti del Regolamento di riferimento
  • dimostrare la conformità ai requisiti di legge, riducendo il rischio di sanzioni legate alla gestione non corretta dei rottami
  • rendere i rottami cedibili come Materia Prima Secondaria, con i relativi vantaggi economici e gestionali legati all’uscita dalla disciplina dei rifiuti
  • disporre di un elemento di garanzia solido e riconosciuto, spendibile nei confronti di terzi lungo tutta la filiera del riciclo

La certificazione rappresenta quindi non solo un adempimento normativo, ma un vero strumento di credibilità commerciale per le aziende che operano nel mercato dei rottami metallici.

Perché scegliere un organismo di certificazione accreditato

Affidarsi a un organismo di certificazione riconosciuto, come ICDQ, garantisce che l’audit sia indipendente, imparziale e conforme agli standard internazionali. Questo aumenta il valore del certificato e rafforza la credibilità dell’azienda sul mercato.

Puoi approfondire anche altre certificazioni offerte da ICDQ come la PAS24000 – Sistema di Gestione Sociale,  UNI/PdR 125 – Certificazione sulla parità di genere o anche UNI/PdR 192 –Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro

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