PdR 125: gli errori più comuni che rallentano la certificazione

Ottenere la certificazione UNI/PdR 125 rappresenta oggi un’opportunità importante per dimostrare il proprio impegno sui temi della parità di genere, migliorare la reputazione aziendale e accedere ai benefici previsti dalla normativa (si possono infatti risparmiare fino a 50.000€ con la PdR 125!).

Eppure molte organizzazioni, pur avendo già avviato il percorso, incontrano difficoltà che finiscono per rallentare la certificazione.

Nella maggior parte dei casi non si tratta di grandi problemi, ma di errori che possono essere evitati con una corretta pianificazione.

Pensare che basti scrivere una politica sulla parità di genere

Uno degli errori più frequenti è considerare la PdR 125 come un semplice adempimento documentale.

Redigere una Politica per la Parità di Genere è certamente un requisito importante, ma da sola non è sufficiente.

La prassi richiede che gli impegni dichiarati siano supportati da processi, obiettivi, responsabilità e attività realmente applicate all’interno dell’organizzazione.

In altre parole, ciò che viene scritto deve trovare riscontro nella pratica quotidiana.

Sottovalutare la raccolta dei dati

La PdR 125 si basa su indicatori oggettivi.

Per questo motivo molte aziende scoprono troppo tardi di non disporre delle informazioni necessarie per dimostrare il proprio livello di conformità.

Tra i dati più rilevanti rientrano, ad esempio:

  • composizione della forza lavoro;
  • distribuzione dei ruoli e delle responsabilità;
  • percorsi di crescita professionale;
  • formazione;
  • politiche retributive;
  • misure di conciliazione vita-lavoro.

Organizzare questi dati fin dall’inizio consente di affrontare il percorso con maggiore serenità.

Attendere troppo prima di definire gli obiettivi

La certificazione non valuta soltanto la situazione attuale dell’organizzazione. Valuta anche la capacità di pianificare azioni di miglioramento.

Per questo motivo è importante definire fin dalle prime fasi obiettivi concreti, misurabili e coerenti con la realtà aziendale.

Rimandare questa attività rischia di rallentare l’intero progetto.

Coinvolgere solo l’ufficio HR

La parità di genere non riguarda esclusivamente le Risorse Umane.

Coinvolge la direzione, i responsabili di funzione, il management e, più in generale, tutta l’organizzazione.

Quando il progetto rimane confinato all’ufficio HR diventa molto più difficile dimostrare che i principi della PdR 125 sono realmente integrati nei processi aziendali.

Arrivare all’audit senza una verifica interna

Un altro errore comune consiste nell’affrontare direttamente l’audit di certificazione senza aver verificato prima il funzionamento del sistema.

Gli audit interni permettono infatti di individuare eventuali criticità, correggerle in anticipo e arrivare alla verifica con maggiore consapevolezza.

Si tratta di uno strumento prezioso per ridurre imprevisti e non conformità.

Credere che la certificazione sia il punto di arrivo

La UNI/PdR 125 non rappresenta un traguardo finale, ma l’inizio di un percorso di miglioramento continuo.

Una volta ottenuta la certificazione, l’organizzazione deve continuare a monitorare gli indicatori, verificare il raggiungimento degli obiettivi e aggiornare periodicamente il proprio sistema di gestione.

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