Molte persone pensano che per diventare Auditor basti frequentare un corso sulla norma che si vuole verificare.
In realtà il percorso è più articolato e prevede formazione, esperienza sul campo e una progressiva qualificazione professionale.
Ottenere un attestato è solo il primo passo. Per svolgere audit per un Organismo di Certificazione è necessario dimostrare competenze pratiche e conoscenza dei settori in cui si opera. Vediamo come funziona il percorso.
Il primo passo: imparare le tecniche di audit
Prima ancora di studiare una specifica norma, è necessario comprendere come si pianifica, conduce e gestisce un audit.
Per questo motivo il percorso inizia generalmente con un corso sulle tecniche di audit, spesso chiamato anche “Modulo Base”.
Durante questa formazione vengono approfonditi standard fondamentali come:
- ISO 19011, che fornisce le linee guida per la conduzione degli audit;
- ISO/IEC 17021, che definisce i requisiti applicabili agli Organismi di Certificazione.
L’obiettivo è comprendere il funzionamento del sistema della certificazione e acquisire le basi metodologiche necessarie per svolgere un audit in modo efficace e imparziale.
Questa prima fase dura generalmente circa 16 ore.
La specializzazione su una norma
Una volta completata la formazione di base, si passa alla specializzazione. L’Auditor sceglie una norma specifica su cui qualificarsi, ad esempio:
- ISO 9001 per la qualità;
- ISO 14001 per l’ambiente;
- ISO 45001 per la salute e sicurezza sul lavoro;
- ISO 27001 per la sicurezza delle informazioni.
Durante questo percorso vengono studiati nel dettaglio tutti i requisiti della norma e le modalità per verificarne la corretta applicazione durante un audit.
La durata tipica di questa formazione è di circa 24 ore. Al termine del corso è previsto un esame finale.
Superando il test si ottiene l’attestato di Auditor relativo alla norma scelta.
Avere l’attestato non significa essere già Auditor qualificato
Questo è probabilmente l’aspetto che genera più confusione.
Molti pensano che, ottenuto l’attestato, sia possibile iniziare immediatamente a svolgere audit in autonomia. In realtà non è così.
La formazione teorica deve essere accompagnata da un percorso pratico sul campo.
Per diventare Auditor qualificato è necessario partecipare ad audit reali affiancando professionisti già qualificati.
L’esperienza sul campo: gli audit in affiancamento
La fase successiva consiste nel partecipare ad audit sotto la supervisione di un Lead Auditor.
Durante questo periodo l’aspirante Auditor osserva, partecipa alle attività di verifica e inizia a gestire autonomamente alcune parti dell’audit.
Generalmente vengono richieste circa 10 giornate di audit svolte presso aziende differenti.
Questa esperienza è fondamentale perché permette di confrontarsi con realtà organizzative diverse e di applicare concretamente quanto appreso durante la formazione.
L’audit, infatti, non è solo conoscenza della norma. Richiede capacità di osservazione, analisi, comunicazione e valutazione delle evidenze.
La valutazione finale delle competenze
Al termine del periodo di affiancamento viene effettuata una valutazione pratica delle competenze acquisite.
Il Lead Auditor verifica la capacità del candidato di:
- pianificare un audit;
- raccogliere evidenze oggettive;
- condurre interviste;
- valutare la conformità ai requisiti normativi;
- redigere correttamente i risultati dell’audit.
Solo dopo questa fase si può ottenere la qualifica operativa.
Le Aree Tecniche: perché non tutti gli Auditor possono verificare qualsiasi azienda
Un altro aspetto spesso poco conosciuto riguarda le cosiddette Aree Tecniche, identificate attraverso i settori IAF.
La qualifica di Auditor non è universale. Ogni professionista viene qualificato per specifici settori in base alle proprie competenze.
L’assegnazione delle Aree Tecniche dipende principalmente da:
Titolo di studio
Il percorso accademico può fornire competenze specialistiche utili per determinati settori. Ad esempio:
- lauree in ingegneria;
- lauree in chimica;
- lauree in scienze alimentari;
- percorsi tecnici specifici.
Esperienza professionale
Anche l’esperienza lavorativa ha un ruolo determinante.
Gli anni trascorsi in un determinato settore consentono di acquisire conoscenze pratiche che risultano fondamentali durante gli audit.
Un Auditor che ha lavorato per anni nell’industria alimentare, ad esempio, avrà competenze diverse rispetto a chi proviene dal settore delle costruzioni o dell’ICT.
Un percorso che continua nel tempo
La qualifica non rappresenta un punto di arrivo. Gli Auditor devono mantenere aggiornate le proprie competenze attraverso formazione continua, aggiornamenti normativi e attività di audit costanti.
Con il tempo è possibile ampliare le proprie Aree Tecniche e qualificarsi su nuove norme, aumentando il proprio valore professionale e le opportunità di collaborazione con gli Organismi di Certificazione.
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